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Data Center: i sindaci chiedono regole nuove per i territori

I primi cittadini dell’area metropolitana milanese, tra cui Vaprio, chiedono di rivedere le norme sui data center e più voce ai Comuni

Data :

19 ottobre 2026

Categorie:
Territorio
Data Center: i sindaci chiedono regole nuove per i territori
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Le sindache e i sindaci dell’area metropolitana milanese, hanno sottoscritto un nuovo appello sul tema dei data center. Il documento nasce dal dibattito di questi giorni e arriva dopo l’incontro con Regione Lombardia dello scorso maggio. Oltre a esprimere solidarietà ai colleghi che sono stati oggetto di attacchi, i firmatari chiedono di essere coinvolti nella revisione della legge regionale approvata nel frattempo.

I sindaci riconoscono il valore strategico dei data center, ma ribadiscono che il loro sviluppo non può avvenire a scapito dei territori. Servono attenzione all’ambiente, al consumo di suolo, alla disponibilità di energia e acqua, al calore prodotto e alla qualità della vita delle comunità. L’area milanese è già uno dei principali poli europei del settore e ne conosce bene la pressione sulla rete elettrica, sul suolo e sull’ambiente. A preoccupare è anche il rischio di speculazione, con richieste di connessione alla rete molto più alte della domanda reale di nuovi insediamenti.

Molte delle questioni sollevate a maggio, ricordano gli amministratori, non hanno trovato spazio nella norma poi approvata. Oggi i Comuni si trovano a rispondere ai cittadini di scelte su cui hanno pochissimo potere. Le regole nazionali affidano infatti l’autorizzazione dei data center al Ministero o alla Regione, non al Comune. Per questo, spiegano i sindaci, non è corretto dire che un sindaco possa decidere di fermare un progetto: le competenze urbanistiche restano importanti, ma non bastano a bloccare un insediamento. Raccontare il contrario, sottolineano, è fuorviante e rischia di alimentare illusioni. Le legittime preoccupazioni dei cittadini non devono trasformarsi in attacchi personali contro chi amministra.

Da qui la richiesta di cambiare le regole. I sindaci chiedono criteri chiari per decidere dove collocare i data center, una valutazione degli effetti che più impianti producono insieme, la tutela delle risorse energetiche e idriche e compensazioni trasparenti per i territori. Chiedono inoltre di dare a Città metropolitana e Province un vero ruolo di pianificazione, perché opere di queste dimensioni producono effetti che vanno oltre i confini di un singolo Comune. A Regione Lombardia domandano infine di farsi portavoce presso il Governo dell’esigenza di strumenti nazionali di pianificazione adeguati, perché la disponibilità a rivedere la norma regionale, pur positiva, da sola non basta.

«Non chiediamo di fermare il futuro, né diciamo no a priori ai data center», precisano gli amministratori. L’obiettivo è che lo sviluppo sia governato nell’interesse generale, scegliendo i progetti migliori e dando alle comunità strumenti concreti per incidere sulle decisioni che le riguardano. L’appello si chiude con un invito alla responsabilità, al dialogo e al buon senso, perché il bene comune venga prima degli interessi di parte e il confronto non si riduca a una contrapposizione tra sì e no.

Ultimo aggiornamento: 19 ottobre 2026, 12:29

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